Ciccio Graziani (testimonial acqua e sapone 2018)
Biografia
Francesco Graziani, detto Ciccio (Subiaco, 16 dicembre 1952), è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982, con 122 gol totali nel Torino si trova al 7º posto della classifica dei marcatori del club granata dietro a Valentino Mazzola (123).
È padre di Gabriele, anch'egli ex calciatoreitaliano, di ruolo attaccante e in seguito dirigente sportivo.
Cresciuto nel Bettini Quadraro, passa all'Arezzo e poi al Torino nel 1973 (in verità il suo ingaggio risaliva all'anno precedente, ma il giocatore era rimasto per un'altra stagione in forza alla società toscana). Con la società granata Graziani disputò otto stagioni, esordendo in Serie A il 18 novembre 1973 contro la Sampdoria e realizzando la sua prima rete in massima serie il 16 dicembre contro il Bologna. In totale, con la società piemontese ebbe un ruolino di 289 partite segnando 122 gol, così suddivise: 221 (97 gol) in campionato, 45 (17 gol) in Coppa Italia e 23 (8 gol) nelle coppe europee, vincendo lo scudetto nella stagione 1975-1976.
Graziani alla Roma nel 1984, insieme al napoletano Bertoni, ex compagni a Firenze.
Nel corso del successivo campionato, Graziani si impose nella classifica cannonieri con un bottino di 21 gol. Nella stessa stagione fu protagonista di una curiosa esperienza, quando nella sfida di ritorno della Coppa dei Campioni contro il Borussia Mönchengladbach, dovette improvvisarsi portiere negli ultimi 20' a causa dell'espulsione di Luciano Castellini (che lasciava peraltro i granata in 8 dopo i precedenti cartellini rossi a Vittorio Caporale e Renato Zaccarelli): Graziani compì due buoni interventi, riuscendo a mantenere la porta inviolata, ma il risultato di 0-0 non permise al Torino di superare il turno. Nel suo tradizionale ruolo da centravanti, formò in quegli anni in maglia granata la celebre coppia detta dei Gemelli del gol assieme al compagno di reparto Paolo Pulici.
Lasciò i colori granata nel 1981 quando, assieme all'altro granata Eraldo Pecci, raggiunse la Fiorentina dove militò per due stagioni, mancando per un solo punto lo scudetto nell'annata 1981-1982.
Nel 1983 fu ingaggiato dalla Roma, con cui vinse due Coppe Italia nelle edizioni 1983-1984 e 1985-1986 (stagione, quest'ultima, in cui in campionato perse nuovamente lo scudetto al rush finale), e raggiunse nel 1984 la finale della Coppa dei Campioni, dove i giallorossi caddero contro il Liverpool ai tiri di rigore; in questa occasione, proprio Graziani fu tra coloro che fallirono il proprio tentativo dal dischetto.
Dopo due stagioni nelle file dell'Udinese(primo anno in A, secondo anno in B), e una fugace apparizione nel campionato australiano nelle file dell'APIA Leichhardt, chiuse l'attività agonistica nel 1988.
Graziani con la maglia dell'Italia nel 1977
Graziani collezionò un ricco bottino nella nazionale italiana: 64 partite con 23 gol. Con 47 gare e 20 reti realizzate quando era in maglia granata, è il giocatore torinista con più presenze e gol in azzurro di sempre. Esordì il 19 aprile 1975 contro la Polonia e realizzò la sua prima rete il 7 aprile 1976 contro il Portogallo.
Partecipò al campionato del mondo 1978 in Argentina, al quale arrivò come titolare, per poi essere tuttavia scalzato dall'emergente Paolo Rossi, e vinse il campionato del mondo 1982 in Spagna, giocando tutte le partite come esterno sinistro d'attacco al posto dell'infortunato Bettega, che era stato titolare durante le qualificazioni. In quest'edizione segnò un gol nel pareggio 1-1 contro il Camerun, che risultò essere decisivo ai fini della qualificazione alla seconda fase, avvenuta per numero di reti segnate, proprio ai danni della squadra africana; nella finale di Madrid fu però sostituito per infortunio dopo soli 7' di gioco da Altobelli.
È stato, al termine della carriera, dirigente di società e, con fortune alterne, allenatore calcistico.
Dopo l'esonero di Bruno Giorgi ha guidato dal 26 aprile al 30 giugno 1990 la Fiorentina, ottenendo la salvezza in Serie A e raggiungendo la finale di Coppa UEFA (persa contro la Juventus). Ha brevemente allenato nell'estate 1990 l'Ascoli, venendo sollevato dall'incarico poco prima dell'inizio del campionato di Serie B a causa di sopravvenuti dissidi con il presidente Costantino Rozzi;nella stessa stagione è poi subentrato a Aldo Cerantola sulla panchina della Reggina, sempre tra i cadetti, non riuscendo a evitare la retrocessione. A metà dell'annata 1991-1992 è subentrato a Bruno Bolchi alla guida dell'Avellino, ancora in cadetteria, senza riuscire neanche questa volta a raggiungere la salvezza.
Come presidente, nella seconda metà degli anni 1990 ha salvato l'Arezzo dal fallimento, traghettandolo dalla Serie D alla C1 con Serse Cosmi allenatore. Nella stagione 2001-2002 ha portato, in tandem con Maurizio Pellegrino, il Catania alla promozione in Serie B vincendo i play-off contro il Taranto; nell'annata seguente è tornato sulla panchina degli etnei, lasciando dopo nove partite. Il 17 dicembre 2003 è subentrato alla guida del Montevarchi, in Serie C2.
Dal 2004 al 2006 è stato infine allenatore del Cervia, sodalizio protagonista del reality show televisivo Campioni, il sogno; in Romagna ha ottenuto una promozione dall'Eccellenza alla Serie D nella stagione di esordio, e raggiunto i play-off in quella seguente.